A cosa serve il Marchio?

Serve per marcare, inserire una marcatura; è un segno, una forma riconoscibile e memorizzatile. I cartai di Fabriano inventarono una specifica lavorazione per produrre carta dai cenci. Ogni produttore affinava il proprio metodo di lavoro, apportando innovazione e competenza. I fogli dell'uno sembravano uguali a quelli dell'altro, ma c'erano differenze sostanziali: l'assorbimento dell'inchiostro, lo scorrimento della penna d'oca, la solidità nella materia. Per riuscire a distinguere le diverse provenienze, ogni laboratorio modificò il proprio telaio inserendo nella maglia del setaccio un segno di identificazione costruito con un filo metallico. Al termine del processo di produzione si percepiva in trasparenza un disegno: il Marchio di fabbrica. Fu uno dei primi utilizzi seriali e funzionali della marcatura della propria origine quale garanzia di produzione, con una tecnica in uso ancor oggi. La parola marchio sembra derivare dal latino marculus, il martello, e dal germanico marka, cioè confine; entrambi gli etimi sono pertinenti all'uso attuale del lemma Marchio, che identifica l'imprimere un segno con cui si definisce e determina una specifica area concettuale.

Marchio d'origine o di garanzia?

Ancora prima dell'avvento della carta, il commercio era attivoin tutto il bacino mediterraneo. L'olio d'oliva toscano, tunisino, ligure, greco o pugliese, viaggiava su navi da un porto all'altro in contenitori di terracotta - le anfore - tra loro simili, con un collo stretto per il tappo, due manici per la presa e il fondo reso aguzzoper essere fissato nella sabbia. Poiché tutte le anfore avevano la stessa funzione e metodo di stoccaggio, per derivazione la forma che ne nasceva era pressoché uguale e confondibile; però ciascun olio ha un diverso sapore, profumo, colore, e l'arte della vendita e della valorizzazione dei prodotti è intrecciata con la storia dell'uomo e della civilizzazione. Ogni commerciante voleva quindi distinguere o e della civilizzazione. Ogni commerciante voleva quindi distinguere e sostenere al meglio il proprio prodotto, esserne il garante e regolarne il prezzo in relazione alla qualità: apporvi la propria firma. Ecco perché su molte anfore oggi recuperate ed esposte nei musei si possono vedere scritte eseguite con un Bollo, un punzone che imprime una pressione superficiale, apposto per determinare la provenienza, l'origine e quindi le diverse qualità organolettiche dell'olio, distinguendo l'uno dall'altro: possiamo in qualche modo dire che l'invenzione del Marchio Doc, per la denominazione di origine controllata, ha origini antiche.

Il Marchio significa proprietà?

Mettere il marchio su qualcosa può servire per definirne la proprietà. La parola Brand deriva da una delle funzioni della marcatura; rimanda all'immaginario delle praterie e del Far West, quello dei grandi allevamenti di bestiame, in cui gli animali pascolavano liberi in ranch molto estesi e di difficile controllo. Il John Wayne o il Tex Willer della situazione facevano roteare il lazo per catturare il vitello, che una volta preso veniva marchiato con un ferro rovente. Un Monogramma indelebile ne determinava la proprietà. Questab ruciatura deriva dall'antico etimo germano Brandr, che ha generato da un lato il verbo inglese to burn e da un altro to brand, ovvero il corrispondente inglese del termine italiano contrassegnare, marchiare: da cui deriva Brand, l'equivalente anglosassone della Marca come la si intende nell'uso corrente.